Questione di “Phishing”: come non farsi pescare dai pirati

Phishing e pirateria informatica

Con l’avvento di Internet anche le banche si sono dovute adeguare alla corsa verso il progresso e si sono dotate di nuove tecnologie per mettere a disposizione dei clienti i servizi on-line.

Accanto agli istituti di credito tradizionali hanno cominciato a prendere piede sul mercato le “banche virtuali”, senza sportelli ma a portata di mouse.

 

L’home banking non è altro che la possibilità di fare, attraverso il proprio computer, tutte quelle operazioni che un tempo si facevano solo allo sportello.

E così, dal tuo divano di casa, puoi tranquillamente disporre un bonifico, pagare una bolletta, stampare l’estratto conto…

Vent’anni fa non avresti mai pensato di poter fare comodamente da casa operazioni che prima potevano essere concluse solamente recandosi in banca.

 

Home Banking

 

Diciamoci la verità: oggi, nell’era digitale, chi non ha, per sua volontà o perché gli è stato “affibbiato”, il servizio di home banking?

Attenzione però: benché presentino un grado di sicurezza elevato, i sistemi di home banking non sono sicuri al cento per cento.

La sicurezza è una questione che non andrebbe mai sottovalutata, soprattutto quando si tratta della sicurezza del tuo conto corrente.

 

Ciò a cui si deve stare più attenti sono i casi di pirateria informatica, più conosciuti con il termine di phishing (pescare).

 

Purtroppo questo tipo di truffa è molto diffuso e non riguarda solo il settore bancario: è una delle pratiche di hacking più subdole che esistono e, quindi, difficili da riconoscere.

I mittenti di queste email fasulle si mascherano da organizzazioni conosciute (che possono essere banche, società, portali web) simulando perfettamente, nel contenuto e nella grafica, le loro comunicazioni.

 

Non aprire quell’e-mail!

 

Spesso, con la scusa di avvisare l’utente di problemi che possono riguardare il suo account, lo invitano a cliccare su qualche link per ripristinare i suoi dati e metterli al sicuro: in realtà il malcapitato, caduto nella trappola, non fa altro che finire nella rete dell’hacker di turno.

 

Prova a immaginare le gravi conseguenze, se i tuoi dati del conto corrente, della carta di credito e dei codici di accesso finissero nelle mani sbagliate…

 

È bene sapere che nessuna banca e nessuna istituzione richiede l’invio di dati sensibili via e-mail, quindi, se ti trovi di fronte a email di questo tipo, non rispondere assolutamente,  piuttosto, se lo ritieni opportuno in relazione alla circostanza,  segnala l’accaduto alla polizia postale.

In realtà, anche se gli autori di queste truffe sanno imitare perfettamente i siti web ufficiali utilizzando loghi all’apparenza originali, non è poi così impossibile smascherarli, se non ci facciamo prendere subito dal panico.

In effetti il tenore di queste email è quasi sempre allarmante, con frasi del tipo “Verifica il tuo account entro 48 ore altrimenti sarà disattivato”.

Prima di cliccare sul link conta almeno fino a 10 e rifletti: è altamente improbabile che un’istituzione seria  si rivolga a te o a chiunque altro in questi termini.

 

Errori ortografici

 

Un altro indizio di cui tenere conto per smascherare queste email fasulle è…l’ortografia.

Molto spesso il testo di queste email è scritto in un italiano poco corretto: ti sembra che un istituto bancario o un’istituzione possa mandare email di questo tenore senza fare un minimo di controllo ortografico?

Ti sei chiesto come mai il testo non è proprio impeccabile?

Perché  i messaggi di phishing di norma sono scritti originariamente  in lingua  inglese e poi tradotti con strumenti automatici, con risultati non proprio soddisfacenti.

 

Buon senso

 

È anche vero che i provider di posta elettronica si stanno dotando di filtri anti-phishing sempre più sofisticati per proteggere la tua navigazione, ma tutto questo non basta: chi mette in atto queste truffe è generalmente un esperto informatico e troverà mille scorciatoie per aggirare questi sistemi.

L’anti-phishing migliore e più efficace è il buon senso.

 

Un consiglio utile: non dimenticarti,  per prevenire i problemi, di cambiare spesso password e codici di accesso.

Come insegna una nota pubblicità, prevenire è meglio che curare!

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