Il Lavoro Nobilita l’Uomo?

Il Benessere Aumenta la Produttività

Il lavoro è sempre stato una necessità, un mezzo per guadagnare uno stipendio che permetta di vivere meglio, se non da nababbi almeno in maniera decorosa.

Purtroppo oggi tanti sperimentano sulla propria pelle cosa comporta la mancanza di lavoro: la disoccupazione è diventata una vera e propria emergenza sociale.

 

Ma davvero il lavoro è solo questo?

 

Il lavoro è anche un luogo, un contesto, un’occasione sociale, ed andrebbe considerato nella sua interezza, indipendentemente dalla sua funzione strumentale.

Spieghiamoci meglio…

Chi lavora passa gran parte della sua giornata in un contesto che non è quello della propria casa: proprio per questo è importante rendere questo ambiente il più piacevole e confortevole possibile.

Certo, dipende dal tipo di attività lavorativa: un muratore non potrà godere certamente dello stesso “comfort” tipico di un ufficio di una segretaria di direzione…

Ma proviamo a considerare i concetti di comodità e benessere da una prospettiva più ampia.

 

Il problema della sicurezza sul lavoro

 

Come tutti sappiamo, da qualche anno, forse sulla spinta dell’aumento di infortuni e vittime sul lavoro in Italia, il problema della sicurezza sul lavoro è stato oggetto di una considerazione sempre maggiore.

Esiste una normativa ben precisa a questo proposito al fine di garantire un minimo di tutela e prevenzione nell’ambito di qualsiasi attività lavorativa.

Da tempo fornire informazioni sui rischi e sulle misure preventive per rimuoverli è un obbligo di legge.

Esistono delle norme ben precise anche per quel che riguarda i principi ergonomici da rispettare.

Prendiamo come esempio un tipico lavoro d’ufficio: la postazione di chi lavora, la distanza dallo schermo del computer, la posizione delle braccia, tutto è stato regolamentato nei minimi particolari.

 

Ma siamo proprio sicuri che il benessere sul luogo di lavoro si riduca a questo?

 

Secondo te bastano delle semplici regole sulla sicurezza e su una postazione confortevole per far sì che un lavoratore stia realmente bene durante la sua attività?

È sufficiente tutto ciò per evitare che una persona guardi ogni minuto l’orologio in attesa del fatidico istante in cui potrà finalmente scappare via e por fine ad un’altra giornata estenuante?

Il benessere è un concetto molto ampio, non implica solo uno star bene in senso materiale, vi è coinvolta tutta una serie di componenti, fisici e mentali.

Ogni azione volta a creare un ambiente di lavoro confortevole deve far leva su tutti questi aspetti.

 

E chi, prima di tutto, dovrebbe prendere l’iniziativa?

 

Sicuramente chi ha il ruolo predominante in un’azienda, vale a dire proprio il dirigente.

Si dice che una casa è bella quando lo è pure chi ci abita: un appartamento perfettamente arredato, impeccabile, apparirà vuoto e triste se il padrone di casa non sarà il primo a garantire una bella atmosfera accogliente.

 

Trasferiamo questo semplice concetto a un ambiente di lavoro e il gioco è fatto.

 

 

Parola d’ordine: Creatività!

 

Nei tempi attuali, in contesti e mercati sempre più global, procedere “in linea retta” ormai non basta più: ogni dirigente d’azienda dovrebbe adeguare la propria forma mentis a questo nuovo contesto.

Questo vuol dire far proprie qualità come dinamismo, volontà di aggiornarsi continuamente e di mettersi in gioco in ogni momento…chi qualche anno fa diceva “Gli esami non finiscono mai” aveva colto proprio nel segno.

Eh sì, perché solo questo atteggiamento può trasformare la propria attività in una vera passione.

 

Ci vuole PASSIONE…

 

La creatività, la passione, il divertimento sono componenti spesso trascurate quando si parla di attività lavorative: in realtà non escludono un approccio serio e rigoroso, ma introducono quella verve in più che consente di aumentare il coinvolgimento del team, l’impegno e il senso di appartenenza.

 

Per esempio, organizzare periodicamente attività formative per i dipendenti può essere un buon modo per creare quel clima di coesione, di scambio di esperienze e valori, tutti elementi fondamentali, importanti tanto quanto la mera utilità pratica di questi eventi.

 

Eh sì, perché se il vertice fa proprie queste caratteristiche è già a metà dell’opera: è automatico che anche i “piani più bassi” ne siano influenzati.

I risultati finali saranno un’atmosfera serena, un alto grado di benessere psico-fisico, relazioni interpersonali armoniose e, perché no, sicuramente una crescita in termini di produttività.

 

Ecco, in definitiva, ciò che significa effettivamente “benessere” in una realtà aziendale: il lavoro deve nobilitare l’uomo, non certamente degradarlo, in modo tale da garantirgli prima di tutto quel senso di dignità fondamentale per sentirsi bene come persona prima che come lavoratore.

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