Da Bancaria a Imprenditrice


Carmen Debora Esposito

Da Bancaria a Imprenditrice:

stavo passando dall’altra parte della barricata…

 

…stavo per…

 

…FARE UN SALTO NEL BUIO!

 

 

Avevo lavorato tanto per ottenere la qualifica di quadro direttivo e avrei potuto raggiungere mansioni ancor più prestigiose, ma non era quello che volevo.

 

Non sono state tutte rose e fiori, ma non ho mai smesso di crederci, di formarmi, di impegnarmi…e i risultati sono arrivati.

 

Oggi voglio aiutare imprenditori e professionisti ad ottenere risultati, indicandogli “la strada” già percorsa, facendogli risparmiare tempo e denaro ed evitandogli inutili errori.

 

Mi Chiamo Carmen Debora Esposito, sono l’ideatrice del Progetto ClubImprenditori.net e questa è la mia storia:

La Vita da Bancaria

ClubImprenditori.netCorre l’anno 2009, dopo diversi anni di gavetta, sono riuscita ad ottenere la qualifica di quadro direttivo in una delle più importanti banche italiane, quando scoppia la grande crisi dei mutui subprime.

Dopo qualche mese, segue il fallimento di Lehman Brothers, una delle più grosse banche d’affari americane e i mercati crollano.

 

 

Una crisi del genere non si era mai vista…

 

In settimana non esco dall’ufficio prima delle 19 e il venerdì mi porto a casa il lavoro.

Certe notti mi sveglio di soprassalto pensando all’andamento dei mercati, alle pressioni commerciali che subirò il giorno dopo e il giorno dopo ancora e realizzo definitivamente che non è questa la vita che desidero.

Da Bancaria a Imprenditrice: Un Salto nel Buio…

Da Bancaria a ImprenditriceÈ già da qualche tempo che mi guardo intorno alla ricerca di altre opportunità, ma non è facile trovare un lavoro da dipendente con gli stessi benefits.

“Se devo cambiare lavoro ne deve valere la pena e sono convinta che dedicando tutte quelle ore ad una mia attività avrei sicuramente più soddisfazioni e non solo economiche”, penso.

Qualche mese più tardi, a seguito delle estenuanti pressioni commerciali, decido di fare un salto nel buio…

…e, contro il parere di tutti, rassegno le dimissioni, per inseguire il sogno di diventare imprenditrice e aprire uno show room di arredamento, con un socio esperto nel campo.

Era un settore molto diverso da quello in cui avevo maturato la mia esperienza lavorativa, ma mi consentiva di avvicinarmi a quella che è sempre stata una mia grande passione…il settore immobiliare.

Da Bancaria a Imprenditrice: L’ingenuità Si Paga!

Clubimprenditori.netA quel tempo, ero ancora molto ingenua, nonostante avessi maturato diversi anni di esperienza lavorativa.

Sapevo che la vita dell’imprenditrice non sarebbe stata tutta “rose e fiori”, ma quando ho deciso di cambiare professione, passando da bancaria a imprenditrice…

…non immaginavo nemmeno lontanamente quello che mi aspettava.

Non ti nascondo che, come pensano molte persone, anch’io credevo che gestire una mia attività mi avrebbe consentito di non dover dar conto a nessuno, di avere più tempo libero, più denaro, più libertà.

Intendiamoci, ero consapevole del fatto che non sarebbe stata una passeggiata, del fatto che sarebbe stato impegnativo, che ci sarebbe voluto qualche anno per raggiungere risultati concreti.

Quello di cui ero meno consapevole…erano le insidie che avrei incontrato sul mio cammino.

Da Bancaria a Imprenditrice: Non è Tutto Oro Quel che Luccica!

ClubImprenditori.net“Non è tutto oro quello che luccica” mi ripeteva spesso mia madre e col senno di poi devo ammettere che aveva ragione…

Fortunatamente, mi sono resa conto in tempo del fatto che il socio che avevo scelto era inaffidabile.

Mi ero già licenziata, ma non intendevo in alcun modo portare avanti una società con una persona che cambia le carte in tavola e non mantiene la parola data.

E, così, dopo un’accesa discussione, io e il mio socio, ci recammo dal notaio a chiudere la società più breve della storia: non ha resistito nemmeno fino al giorno dell’inaugurazione dello show room.

Non ti nascondo che quando ho comunicato a mia madre che avrei aperto da sola un’attività in un settore di cui conoscevo poco e nulla, ha rischiato l’infarto, ma a nulla sono valse le sue urla e le sue preoccupazioni.

Meglio Sola che Male Accompagnata…

Clubimprenditori.netSe devo fallire fallisco per mia incapacità, non certo perché uno pensa di essere più furbo e cambia le carte in tavola” sono state le mie parole.

“Ma cosa ne capisci tu di mobili?!” mi esortò mia madre ed io testarda come un mulo: “Io di mobili ne capirò poco, ma capisco tanto di numeri, ho buon gusto e conosco tutti i fornitori. Se nemmeno abbiamo aperto e già non mantiene la parola figurati cosa posso aspettarmi dopo!”.

La testardaggine e la determinazione che mi caratterizzano non sentono ragioni: meglio sola che male accompagnata.

Sono giorni difficili: per un genitore della vecchia generazione per cui il posto in banca rappresenta la sicurezza, la tranquillità economica, uno status sociale, è difficile comprendere una scelta coraggiosa e forse anche un po’ incosciente come quella che ho fatto.

Purtroppo, però, l’ingenuità si paga e non solo con i soldi spesi per due atti notarili in 3 mesi…

Da Bancaria a Imprenditrice: Le Prime Soddisfazioni

Clubimprenditori.netI giorni passano velocemente, devo occuparmi di tutto da sola: seguire i lavori, scegliere l’allestimento, il logo, la grafica, preparare gli inviti, organizzare l’inaugurazione, pensare al buffet.

Sono esausta, ma il giorno dell’inaugurazione arrivano le prime soddisfazioni.

Con tutte le cose che avevo da fare, non ho fatto in tempo a chiamare tutti per chiedere conferma della partecipazione.

Sono una persona precisa, mi piace organizzare tutto nel minimo dettaglio.

E, immersa nelle mille cose da fare, affinché tutto fosse perfetto, non mi ero nemmeno resa conto di quante persone sarebbero state presenti.

Ricordo ancora oggi quel pomeriggio di novembre, una giornata piovosa in cui sono arrivate circa 100 persone, di cui molte da fuori (hanno percorso ben 30 Km per partecipare all’evento).

Oggi, con la diffusione dei social, 100 persone possono sembrare pochissime, ma parliamo del 2009 quando Facebook veniva usato ancora molto poco per il Business.

 

Sulla scia dell’inaugurazione, arrivarono i primi potenziali clienti, i primi ordini, ma era l’inizio di una profonda crisi economica.

 

Io non ero del mestiere, c’era tanta concorrenza, c’erano tanti imprenditori più esperti, sul mercato da più tempo, molto più “tagliati” di me, che ero alle prime armi.

E così, verso la fine del 2010 comincio a rendermi conto che l’essere passata da bancaria a imprenditrice, senza nessuna formazione, era stata una scelta avventata…dovevo inventarmi qualcosa.

Proprio in quel periodo fui contattata da un cliente dell’ultima banca in cui avevo lavorato, mi disse che non era soddisfatto del collega che mi aveva sostituito e mi chiese di fargli da consulente.

L’Illuminazione e il Cambio di Rotta

Il Consulente?Da Bancaria a Imprenditrice

Come avevo fatto a non pensarci?!

Illuminazione: avrei potuto sfruttare le competenze e l’esperienza maturata in ambito bancario per assistere i risparmiatori nelle scelte d’investimento.

Avevo speso mesi a cercare di imparare tutto sul settore dell’arredamento perché mi ero concentrata sul problema (non avevo competenze tecniche), invece di concentrarmi sulla soluzione, ovvero cambiare rotta.

A fine 2010 mi associo all’Accademia della Consulenza Finanziaria Indipendente e inizio la professione di Consulente Indipendente.

L’apertura dello Studio di Consulenza Indipendente in Pianificazione Finanziaria

Da Bancaria a ImprenditriceNel 2011 apro il mio studio di Consulenza in Pianificazione finanziaria.

Per prima cosa organizzo un evento per presentare la mia attività e acquisisco qualche nuovo cliente.

Reinvesto parte delle parcelle per farmi pubblicità: decido di partire dal giornale locale, mezza pagina di inserzione pubblicitaria.

In paese mi conoscono in tanti: ho lavorato diversi anni nelle agenzie locali delle due banche più importanti.

Arriva qualche nuovo contatto, ma ero ben lontana dai miei ambiziosi obiettivi, avevo acquisito qualche cliente, ma non riuscivo ad emergere….

Eppure ero sicura di avere competenze che avrebbero potuto aiutare un sacco di persone.

Da Bancaria a Imprenditrice…sulla ruota del criceto!

Da Bancaria a ImprenditriceComincio a navigare in rete, alla ricerca di possibili soluzioni: dovevo farmi conoscere, far sapere che esistevo.

Continuavo a leggere, navigare, partecipavo a corsi, meeting, congressi, inseguivo ogni attività che mi sembrava potesse portare risultati immediati, contatti per la mia attività, ma stavo perdendo di vista il mio core business.

Avevo già intravisto la mia nicchia: insegnare a investitori e imprenditori tutto quello che avevo imparato in ambito bancario e quello che avevo imparato sulla mia pelle.

Purtroppo, però, non avevo ancora competenze sufficienti per posizionarmi in rete, i risultati non arrivavano e il progetto finì presto nel cassetto.

Saltavo da un’attività all’altra senza pace, alla ricerca della ricetta miracolosa.

Si dice “impara l’arte e mettila da parte” è vero, ma io ne stavo mettendo da parte un po’ troppa.

Mi rendevo conto che fare tante cose aumenta il rischio di farle male, ma la possibilità di non avere incassi sufficienti a vivere dignitosamente mi spaventava.

Per non tralasciare nulla ero arrivata a lavorare a volte sei, a volte sette giorni su sette.

Mi sembrava di essere come uno di quei criceti che corre nella sua ruota…

No, non era nemmeno questo quello che desideravo.

Va bene all’inizio, ma era già passato qualche anno, pensavo.

Poi successe qualcosa…

Il Mio Perché

Da Bancaria a ImprenditriceTi è mai capitato di assistere a un episodio in cui hai visto comportamenti poco etici, profondamente ingiusti e di desiderare fortemente di cambiare qualcosa?

A me è capitato tante volte.

In molti casi mi sono sembrate cose più grandi di me, ma c’è stata un’occasione in particolare che mi ha talmente disgustato da portarmi a pensare che fosse arrivato il momento di dare il mio contributo, per quanto piccolo, affinché le persone cominciassero ad “aprire gli occhi”.

Un giorno, un anziano signore di oltre ottant’anni mi chiese di verificare i suoi investimenti.

Mi presentò una stampa relativa ai titoli che aveva in portafoglio priva dei codici Isin, codici che servono a identificare le caratteristiche dei vari strumenti finanziari, perciò riuscii ad analizzare solo una parte dei titoli che deteneva.

Per alcuni la descrizione era talmente dettagliata da permettermi di trovare il codice di riferimento.

Per altri, invece, mi erano indispensabili i codici identificativi, perciò chiesi all’anziano signore di recarsi in banca a richiederli.

Quando si presentò allo sportello, l’impiegato gli rispose che non poteva fornirglieli perché era un’informazione riservata.

Prego?

L’Isin rappresenta il codice identificativo di un investimento per cui la banca avrebbe dovuto consegnare il prospetto informativo (che lo contiene) e risponde al cliente di non poterglielo comunicare?

Ma stiamo scherzando?

Per sua fortuna, era domenica e non potevo accompagnare il cliente in banca. Avrei proprio voluto vedere se dava anche a me la stessa risposta.

In seguito l’anziano signore, cercando meglio tra la documentazione, trovò il prospetto informativo di un bel convertendo che, in quel momento, stava perdendo circa il 70% rispetto al valore iniziale.

La prima cosa che pensai fu: ma non si vergognano di collocare un prodotto così rischioso ad una persona anziana?

L’Idea di Scrivere un Libro

QuellochelebanchenondiconoQuell’episodio mi rese ancora più consapevole di quanta necessità di cultura finanziaria ci sia.

In quell’istante, ho preso coscienza del fatto che potevo fare qualcosa: istruire i risparmiatori per ridurre drasticamente il numero di investitori “disarmati”.

Decido di scrivere un libro, pare facile…ma tra il dire e il fare…

Di getto scrivo i primi cinque capitoli in un week end, ma non avevo un metodo, non sapevo da dove partire e il blocco dello scrittore non si fa attendere.

Poi provo a leggere qualche libro sull’argomento per capire come si struttura un libro…che noia…

”l’argomento è complesso, ma se mi annoio io che sono appassionata di finanza figurati un neofita”, mi dico.

Intanto i mesi passano…

Navigando in rete leggo che scrivere un libro ti rende autorevole in materia agli occhi dei potenziali clienti e capisco che sono sulla strada giusta.

Mi impongo di finire il mio libro: cerco di scriverlo con un linguaggio semplice, in modo che possa essere comprensibile a tutti, con uno stile un po’ irriverente e un pizzico di ironia.

Per non perdere tempo decido di pubblicarlo in self publishing. Ne stampo 300 copie e organizzo una presentazione nella sala consiliare del comune.

Acquisisco qualche nuovo cliente e mi rendo subito conto che alcuni amici imprenditori cominciano a trattarmi in modo diverso: ora ai loro occhi sono una persona molto preparata.

Probabilmente, in anni di incontri tra imprenditori, non ero stata capace di trasmettere la mia professionalità.

Dopo la presentazione ufficiale e l’entusiasmo generale ho provato a pubblicizzare il mio libro sul web, purtroppo con scarsi risultati e, seppure con dispiacere, ho smesso di occuparmi del marketing del mio libro: quando non si sa bene in che direzione andare e i risultati non arrivano, non è facile perseverare nell’intento.

Da Bancaria a Imprenditrice: La Svolta!

InvestireEro sulla buona strada, ne ero ormai certa.

L’unica cosa che dovevo capire era come promuovermi sul web.

Ho iniziato a documentarmi sull’argomento, a seguire corsi, webinar, a leggere libri, articoli, materiale gratuito.

Ho speso qualche migliaio di euro in formazione, ma i risultati non arrivavano.

Poi ho visto la pubblicità del corso “Numero1” tenuto da Giacomo Bruno e ho pensato che fosse la mia occasione.

Quando Giacomo ha detto: “Cambia la vita alle persone!”, ho pensato di essere nel posto giusto al momento giusto.

In meno di cinque mesi ho scritto e pubblicato il mio libro “Investire a Basso Rischio”, diventato subito Best Seller su Amazon e segnalato tra le novità più interessanti: è stata una grande soddisfazione.

Il percorso mi ha fatto comprendere quali errori avevo commesso in passato.

Quegli errori mi hanno fatto perdere un sacco di tempo, spendere tante risorse e non solo finanziarie.

Il libro mi ha già portato nuovi clienti, nuove proposte di collaborazione, nuove prospettive e oggi il mio desiderio più grande è quello di diventare un punto di riferimento per la formazione degli imprenditori di oggi e di domani.

Sono fortemente convinta che “chi non si forma si ferma”.

E tu, ti vuoi fermare o formare per cominciare a vivere la vita che hai sempre sognato quando hai scelto di diventare imprenditore?